Categoria: Il percorso di Coaching e l’Arte della navigazione
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Tesine

Un Marinaio non può non riconoscere nell’arte di andare per mare tutti gli elementi di un percorso di Coaching.

Nell’avvicinarsi allo studio del Coaching l’attenzione è subito caduta su come nel manuale “L’Essenza del Coaching” di Alessandro Pannitti e Franco Rossi viene rappresentata graficamente la mappa della sessione: una rosa dei venti. Ma non basta, gli argomenti da affrontare vengono definiti i “punti cardinali” della mappa, ricordando uno strumento caro al navigatore: la bussola. Procedendo nella formazione apprendiamo poi come il Coach nel corso del suo intervento si serva utilmente del “GPS delle domande” che, come l’analogo strumento tecnologico che ha affiancato i più tradizionali bussola e carta nautica, costituisce un valido ausilio alla definizione della direzione da seguire lungo il percorso.

Andare per mare è l’arte di chi intraprende la navigazione per raggiungere la sua meta, affrontando il mare, a volte ostile. Il Marinaio individua una destinazione e sceglie la rotta, prepara la barca e la rifornisce di carburante, organizza la cambusa e riduce al minimo i suoi bagagli.

Quando le condizioni sono favorevoli esce dal porto sicuro e rivolge lo sguardo verso il luogo prescelto, consapevole che sulla rotta tracciata potrà incontrare difficoltà impreviste e, in alcuni momenti, non essere pronto a fronteggiarle, non riuscendo più a “governare” la sua imbarcazione. Il Marinaio potrà essere costretto ad ammainare le vele, indotto dal cambiamento dell’ambiente circostante con la possibilità di dover riconsiderare il percorso e, talvolta, anche l’obiettivo.
Ecco la crisi di autogoverno.

Questa può riguardare un singolo aspetto della vita o investirla completamente ma, in ogni caso, arriva ad abbracciare l’individuo nella sua interezza, fino a far “ondeggiare” tutte le certezze che lo hanno accompagnato e rassicurato fino a quel momento.

Di colpo quella sensazione di intero sparisce, lasciando spazio ad un caotico presente percepito formato da particelle e frammenti alla ricerca della giusta collocazione.

Sensazione magistralmente descritta da Lewis Carroll nell’episodio dell’incontro fra la piccola Alice ed il Bruco: Il Bruco ed Alice si guardarono in faccia per qualche istante senza far motto; finalmente il Bruco staccò la pipa di bocca, e le parlò con voce languida e sonnacchiosa. “Chi sei tu?” disse il Bruco. Questa domanda non invitava troppo a una conversazione. Alice rispose con un po’ di timidezza, “Davvero io – io non saprei dirlo ora – so almeno chi ero quando mi levai questa mattina, ma d’allora in poi temo essere stata scambiata più volte”. (Alice nel paese delle meraviglie)

Con l’insorgere di impreviste difficoltà nasce la domanda di aiuto che formula il Marinaio-Coachee, in cerca di un faro che, attraverso il suo guardiano, emetta segnali luminosi per guidarlo nella navigazione verso il suo futuro desiderato. Ed è proprio il Guardiano del Faro-Coach, la cui funzione in origine era esattamente quella di rifornire continuamente la lampada di combustibile, di accenderla e spegnerla, di tenere puliti i vetri delle finestre e delle lenti, mantenendo in piena efficienza il meccanismo di rotazione di queste ultime, ad accogliere il Marinaio nella sessione zero.

L’incontro avviene quando, in piena navigazione verso la sua destinazione, il nostro Coachee, poco prima dell’alba urta un tronco alla deriva che apre una falla nella sua imbarcazione e rimane incastrato nella muratadelle donne on Flickr Flickr photos corpo il 4aq5Zw0R (fianco della barca).

L’obiettivo prestabilito, secondo la rotta tracciata, potrebbe quindi risultare compromesso.
Appena resosi conto dell’accaduto il Marinaio invia la richiesta di aiuto.
Coachee: Mayday, Mayday, Mayday. Qui imbarcazione ALICE.

Ad accogliere la richiesta di aiuto del Marinaio è il Guardiano del Faro dell’Isola di Salina, la terra più vicina.
Coach: Imbarcazione ALICE avanti da Capo Faro Salina in ascolto.
Coachee: Ho urtato un tronco d’albero alla deriva e sto imbarcando acqua.

A questo punto il Coach inizia a raccogliere dati e informazioni sul presente percepito dal Coachee.
Coach: Puoi darmi la tua posizione? (Dove ti trovi?)

L’urto con il tronco aveva però già danneggiato gli strumenti di navigazione.
Coachee:La collisione ha danneggiato buona parte degli strumenti tra cui il GPS, ma l’ultima posizione rilevata, circa 30 minuti fa, era 17 miglia a nord-ovest dell’Isola di Salina.Lana 4 1287905 in Cappotti Nero Moncler taglia 8nqES
Coach: Hai un altro modo per rilevare la posizione attuale?

Il Coachee, apparentemente sconfitto, grazie allo stimolo del Coach ricorda ciò che un’antica regola del mare insegna, focalizzare l’attenzione non su ciò che si è perso e quindi non c’è più, ma su ciò che è rimasto e può ancora essere utile.
Inizia così a recuperare tutto ciò che non è stato danneggiato dall’urto o dall’acqua.

Nell’attività di ricerca e recupero la sua attenzione viene colpita da un vecchio testo di navigazione astronomica, che viene strappato alla sua funzione ornamentale nello scaffale che occupava, per rivestire il più utile ruolo di manuale che lo aiuterà, non solo a rilevare e comunicare la sua esatta posizione al Guardiano, ma anche a monitorarla fino all’ingresso nel porto di destinazione.

Come afferma il filosofo e politico romano Seneca, infatti, “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”, da intendersi non solo come senso di disorientamento ma anche come impossibilità di determinare la posizione in cui ci si trova.
Coach: Riesci a navigare?

Domanda efficace tanto da stimolare nel Coachee la consapevolezza che, per poter riprendere la rotta, è indispensabile liberare la barca dal tronco.
Coachee: No, il tronco mi ostacola.
Coach: Cosa puoi fare?

L’obiettivo di sessione diventa quindi quello di liberarsi dall’ostacolo.

Il Coachee scende sotto coperta e, rovistando tra le dotazioni precedentemente selezionate come potenzialmente utili, trova un’ancora galleggiante (strumento utilizzato per stabilizzare l’imbarcazione in situazioni di mare mosso…ma non solo!). Legandola al tronco, infatti, sfruttando la resistenza che l’ancora stessa oppone nell’acqua, riesce a liberare l’imbarcazione e riprendere la navigazione.

Nel percorso con il Coach il Coachee allena il C.A.R.E. e sviluppa le proprie potenzialità, per il raggiungimento della meta autodeterminata, attraverso la consapevolezza che la stessa debba essere costituita da un obiettivo S.M.A.R.T.E.R.
Coachee: Ho liberato la barca, sono riuscito a rilevare la posizione e posso rimettermi in rotta per l’Isola di Salina (Obiettivo Specifico). La nuova direzione è di 154° e mi trovo a circa 15 miglia dall’isola (Obiettivo Misurabile). Ci sono circa 30 cm di onda con 10 nodi di vento proveniente da Nord-Ovest (Obiettivo Attuabile). Capo Faro Salina è l’approdo più vicino alla mia posizione (Obiettivo Rilevante) e, ad una velocità presunta di 4 nodi, dovrei impiegare circa 4.5 ore per arrivare a destinazione (Obiettivo Temporale). Gli strumenti che ho a disposizione e le condizioni meteomarine attuali mi permettono di riparare il danno e proseguire la navigazione (Obiettivo Ecologico).

Secondo le regole del mare, il diario di bordo illustrerà quanto accaduto (Obiettivo Registrato).

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Il Coach ascolta il Coachee in difficoltà senza alcun giudizio, creando la relazione facilitante e stringendo con lui un’alleanza autentica per accompagnarlo nel suo percorso, secondo la rotta scelta dal Coachee stesso.

La geometria della relazione instaurata è efficace in quanto: simmetrica nell’interazione, poiché il Coach non dispensa consigli e informazioni sulle azioni che deve mettere in atto il Coachee, ma semplicemente lo attiva ponendogli domande (Dove ti trovi? Cosa puoi fare?); complementare nei ruoli, assolutamente distinti delle due figure; asimmetrica nel contenuto, personale del Coachee, sul quale risulta esclusivamente concentrato il focus della relazione e all’interno della quale si parla esclusivamente del Coachee e mai del Coach.

Per superare le difficoltà il Coachee ha bisogno di riprendere contatto con il suo potenziale, dunque di ri-conoscere le proprie meta-potenzialità (C.A.R.E.).

Il Coach, chiamato a rispondere alla domanda di aiuto del Coachee, ha il compito di far emergere la verità che è dentro di lui, stimolando ed allenando il suo potenziale attraverso un percorso di Consapevolezza degli ambienti esterno ed interno. Tale cammino di crescita è caratterizzato da esperienze concrete e passa attraverso l’Autodeterminazione, la quale trova la sua forza nella motivazione interna (motivazione calda). La mobilità che si genera tende ad allineare le dimensioni dell’essere, del sapere e del fare, attivando il processo di cambiamento evolutivo da accogliere con Responsabilità, senza pregiudizi né giudizi ed elaborandone il contenuto all’interno del percorso di conoscenza e sviluppo, per giungere alla realizzazione del bene supremo identificato nel proprio spirito, l’Eudaimonia rivolta al benessere individuale strettamente connesso ed integrato con il mondo circostante.

Il Coachee in questo percorso ha l’opportunità di acquisire una nuova visione delle proprie emozioni e delle situazioni, in particolare dell’ambiente che lo circonda, attraverso le domande efficaci poste dal Coach che, grazie al GPS, Sistema di Posizionamento Globale, strumento indispensabile nella navigazione e, curiosamente, anche strumento essenziale del Coach, affianca il Coachee nel suo percorso: Cosa sai? Cosa pensi, Cosa senti? Cosa vuoi? Cosa fai? Cosa hai?

Altra interessante caratteristica della navigazione a vela rispetto al metodo del Coaching è che in mare non sempre si può andare diretti all’obiettivo, la giusta direzione va trovata in funzione delle condizioni meteomarine (ambiente esterno).

A volte il vento è contrario e, per risalirlo verso l’obiettivo, si rendono necessari cambi di direzione, quello che in gergo si definisce “bordeggiare”, eseguire cioè un percorso a zig-zag, spezzando la rotta ed effettuando delle virate che permettano di avanzare verso il futuro desiderato.

Ogni “Pelle ligabue Belstaff hotel Moto Giubbotto it F7xRaqgw4bordo” è caratterizzato dalle fasi proprie di una sessione di Coaching: nell’analizzare gli effetti delle precedenti azioni, viene studiata la direzione del vento (esplorazione), attraverso la consapevolezza del presente percepito e del futuro desiderato, avviene lo sviluppo del potenziale (elaborazione), per arrivare ad ordinare la virata e procedere verso l’obiettivo (S.M.A.R.T.E.R.) autodeterminato o condiviso (esecuzione).

Bordeggiare, per utilizzare al meglio la propulsione del vento, genera dunque nuove direzioni e rappresenta appieno un fondamentale esempio di quello che lo psicologo Edward De Bono ha definito pensiero laterale, quella particolare attitudine a pensare fuori dagli schemi, distaccandosi dai modelli precostituiti che possono impedire l’individuazione di soluzioni alternative.

Differentemente da quello verticale, che si mette in moto solo se esiste una direzione in cui muoversi, il pensiero laterale ha lo scopo di generare una direzione, a volte anche più di una.

Lungo il cammino della vita ad ognuno può accadere di avere l’impressione di essere bloccato in una situazione apparentemente senza uscita, ma spesso la soluzione può arrivare proprio da una direzione inaspettata.
In un ambiente imprevedibile come il mare è spesso richiesto, come verificatosi per il nostro Coachee, di ricorrere a questo particolare tipo di pensiero. La navigazione, infatti, nonostante le numerose e rigide regole che la governano, a volte richiede la capacità di improvvisare, aspetto imprescindibile affinché si possa approdare nel porto di destinazione.

Il Marinaio, mosso dallo stimolo di raggiungere il suo obiettivo, assumendo un atteggiamento di sperimentazione, accettando di lasciare spazio al possibile errore, percepito come fonte di scoperta e non più come imperfezione da evitare, trova soluzioni che un pensiero più rigido come quello verticale non avrebbe potuto generare.

Rilevare la posizione con metodi antichi, certamente lo ha esposto al rischio di essere impreciso, ma gli ha consentito, se pur approssimativamente, di sapere dove si trovava.

È proprio nel rapporto con l’errore che risiede la differenza tra due atteggiamenti contrapposti, quello volto al perfezionismo, spesso generatore di immobilismo e quello volto all’eccellenza, tendente invece a ottenere un risultato di massima soddisfazione.

Il Coachee, attraverso le domande efficaci poste dal Coach, ha l’opportunità di continuare ad attingere a tutte le sue conoscenze nautiche e non per predisporre il suo Piano d’Azione rivolto al raggiungimento dell’obiettivo desiderato.
Coach: Quanta acqua hai imbarcato?

Riparare la falla, per poi svuotare la barca, diventa quindi lo scopo più immediato (obiettivo di sessione).

A questo punto il Coach stimola il Coachee a riflettere prima sulla presenza di ostacoli e poi sull’eventuale presenza di facilitatori.
Coach: Quali ostacoli vedi?
Coachee: La leva della pompa di sentina manuale si è spezzata e non posso quindi svuotare la barca (ostacolo).
Coach: Quali risorse hai a disposizione?

Il Coachee realizza in quel momento che lo spazzolone utilizzato per lavare la barca, il cui manico per forma e dimensioni, adeguatamente modificato, potrebbe essere adatto a fungere da leva.
Coach: Quali sono le condizioni del mare?

Il mare è abbastanza calmo, tale da consentire agevolmente lo svuotamento dall’acqua e la chiusura della falla. Inoltre, la direzione favorevole e la modesta intensità del vento consentono al Marinaio di mantenere la rotta verso la destinazione. La direzione, in particolare, fa “sbandare” la barca dal lato opposto a quello della falla, facilitando le operazioni di chiusura (facilitatori).

Il Coach indirizza così le sue domande prima nell’area degli ostacoli e successivamente verso i facilitatori, affinché il Coachee abbia la possibilità di individuare le difficoltà rivolgendo poi l’attenzione esclusivamente verso ciò che può aiutarlo a superarle.

Il Coachee, attraverso il percorso di Coaching, accoglie la crisi di autogoverno come potenziale evolutivo di trasformazione, sviluppando il piano d’azione che lo accompagnerà nel viaggio verso il suo futuro desiderato, le cui tappe saranno costantemente monitorate attraverso la registrazione nel “diario di bordo”, permettendogli di focalizzare l’attenzione sul processo e sui risultati ottenuti.

Molte le analogie riscontrate fra il percorso di Coaching e l’Arte della Navigazione, guidati dalla antica, comune e profonda passione per il Mare, dalla nuova per il Coaching e da quella innata per la Vita, il vero senso di ognuno dei quali è IL VIAGGIO.

 

 

Massimiliano Biliotti, Ester Pasciutiin délavé Giacca DESIGN stile pelle ASOS sintetica motociclista ASOS
Avvocato – Coach Professionista, Architetto – Coach Professionista
Roma Latina
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esterpasciuti@gmail.com

Nota: I concetti di Sessione Zero e di C.A.R.E.® sono di proprietà intellettuale della Scuola INCOACHING®

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